| Etta Scollo, "Canta Rò".
S. Maria allo Spasimo, Palermo, 2 Agosto 2006 Rosa c'è. C'è nella bellezza decadente della Kalsa, che non finiresti mai di guardarla e rigirarla, e ti chiedi sempre com'è che non cade, ancora, cosa la regge in piedi. Rosa c'è. C'è in questa gente palermitana autentica, carne e pesce arrostiti in strada, bibitari inventati, treruote affannati, bambini dalle ginocchia sbucciate, madri urlanti, i ragazzi di vita. E ti chiedi sempre com'è che non cade, ancora, cosa la regge in piedi. Rosa c'è, allo Spasimo pieno di gente e di caldo, nella voce grande di Etta Scollo la piccola, che viene dalla Germania in Sicilia - anzi, ritorna, come i veri siciliani - ad insegnarci chi era Rosa, cosa cantava, perché cantava. Lo fa inanellando brani e racconti che ridanno dignità alla nostra isola. Perché di questo cantava Rosa, della Sicilia e dei siciliani, nella maniera più dura, viva. E di questo canta Etta, con una formazione che incanta, perché unisce al fatalismo siculo tutta la precisione teutonica dei tecnici del suono Made in Germany. Etta canta sul palco Rosa che canta dal carcere, Rosa povera che desidera un "pumo" (una mela), Rosa amante e donna, Rosa animista come la tradizione siciliana, che affida a gesti e corpi di animali il senso di cose terrene ("U cunigghiu", "L'anitra") e Rosa musa improvvisata di Buttitta. "I pirati a Palermo" dovrebbero insegnarla a memoria nelle scuole, come la cavallina storna. ?C'è tutta la storia passata e presente della Sicilia, dentro, lamento compreso. Rosa "canta e cunta". E' il nostro fado. La nostra storia. Lo sanno i tantissimi spettatori al concerto. Lo capiscono i giovani che si siedono a terra sotto il palco. Ne afferrano qualcosa anche i turisti. Quello accanto a me ad un certo punto mi domanda: ma questa Balistreri, non poteva venire lei a fare il concerto? E' morta, rispondo. E quando? BohŠtanti anni fa. "Quannu jù moru / cantati li me canti / 'un li scurdati / cantatili pi l'antri" chiedeva Rosa Balistreri in Quannu Moru. Etta Scollo chiude il suo concerto con questo brano, considerato il testamento spirituale della piccola combattiva cantastorie siciliana. ''Quannu moru faciti ca non moru''...recita Etta Scollo, commossa, e il pubblico dello Spasimo resta con il fiato sospeso. Rosa è qui. www.ilvolatore.it nella sezione "La rotta dei naviganti" blog ← zurück |